Il mondo che mi gira intorno (consapevolezze)

consapevole

Sono grata. Semplicemente grata.

Finalmente, dopo tanto tempo, un po’  più in pace con me stessa. Stamattina ho piacevolmente e teneramente “perso tempo”, prima di andare al lavoro, con mia madre, in giardino,  a goderci l’aria fresca che finalmente il mattino ci ha regalato. Ad osservare uccellini rincorrersi, a guardarci semplicemente intorno, felici di quello che vedevamo, soprattutto col cuore più che con gli occhi.

Sono arrivata in ufficio un po’ più tardi di quanto mi fossi prefissata, ma contenta e serena. E’ poco il tempo che riusciamo a passare in armonia con le persone che amiamo.

E io, poi, col mio carattere un po’ troppo duro a volte, anche se mai cattivo, ho faticato e fatico ancora un po’ a trovare la dimensione giusta per rapportarmi soprattutto con le persone a cui voglio più bene.  L’età che passa mi regala ogni giorno della consapevolezza in più; ed è un dono che reputo importantissimo.

La consapevolezza di noi stessi, degli errori commessi, delle valutazioni sbagliate, così come la consapevolezza di ciò che siamo veramente, ai nostri occhi e non a quelli degli altri, è una conquista grandissima. Purtroppo la si acquisisce con gli anni che passano, e le esperienze, giuste o sbagliate.

Ma in fondo non è mai troppo tardi per imparare a vivere meglio, con se stessi e con gli altri.

Per scoprire in sé una morbidezza nuova, che forse c’è sempre stata, ma che occultavi sotto spavaldi atteggiamenti, corazza per affrontare il mondo, là fuori, con i suoi demoni e le sue domande non risolte.

Oggi sto così. Grata, in ascolto. Di me e di tutto quello che mi gira intorno.

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Monologo

sipario_-_teatroOrmai con i monologhi sei diventata una professionista.

Peccato che non ci sia mai un applauso dalla platea.

Nella migliore delle ipotesi ti resta un silenzio pesante come piombo.

Cala il sipario, e sei sempre più stanca.

Levi il trucco già sciupato, che si è insinuato nelle rughe sottili

E ti fa  somigliare ad un pagliaccio triste.

Lo specchio ti ritorna un’immagine sfocata, che

Non vorrai ricordare.

Un’istantanea di te

Che non ti somiglia più.

Madre

Sei arrivata fin qui, e non sai che strada hai fatto.

Guardi indietro, nel tempo, e fra le dita non puoi stringere che l’oggi,

Ancorato a ieri e proiettato sul domani.

Testimoni degli anni sono le rughe, sigillo di emozioni, e quel velo

Che a volte ti scende sugli occhi, ancora attenti e sempre curiosi.

Doni te stessa ogni giorno, in gesti consueti che nascono dal cuore.

E a volte ti muore sulle labbra una richiesta d’amore, che resta

Impigliata tra i denti e il respiro.

Resti in silenzio, capace soltanto di amare senza riserva.

NIKY

Nude verità

Nude verità solcano
i pensieri
che vagano per la stanza.
La stanza resta immobile
nel tempo e nello
spazio…
Mentre io, agnello e lupo,
formica e cicala,
sole e luna,
ruoto su me stessa
come ruota questa terra vagabonda .
Incerta sul cammino,
preda dei venti.
Esule sulle sponde della vita .

Niky

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La luna di gennaio


“LA LUNA DI GENNAIO”

La luna di gennaio 
Illumina il mattino 
Piena, rotonda, grande 
Un faro sul cammino 
Di ogni navigante 
Tu lasci tutti i sogni mischiati sul cuscino

Affronti un altro giorno 
prendendolo per mano 
La luna di gennaio racconta molte storie 
Le stende ad asciugare sui fili delle stelle 
Alcune sono favole, altre sono memorie 
Pallide come perle e tu non hai che quelle 
Per continuare a credere in quello che rincorri 
Per continuare a scegliere quegli occhi ancora azzurri

La luna di gennaio 
Nuda nel suo pallore
Livida, bianca, splendida 
Secondo me c’ha un nome
E quando si dimezza 
e quando si nasconde 
Lo fa perché nessuno la possa più ferire 
Lo fa perché nessuno la possa imprigionare 

Quei sogni stropicciati 
e persi nel cuscino 
La luna di gennaio 
li mette in un granaio 
Come frumento tenero 
germoglieranno presto 
E sarà un sole giovane 
amante della luna 
a riscaldare il seme…… 
a farne primavera

Niky

Vecchia e stanca

Oggi ognuno di noi sarà occupato nelle sue ordinarie, o straordinarie, quotidianità.
Il lavoro, lo studio , gli impegni domestici…..guardo mio figlio che esce per andare a scuola. Svogliato, come sempre.
Penso che tutto l’orrore di cui ci nutriamo ogni giorno ci sorvola, per adesso, e lo vediamo filtrato attraverso una lente, chi più chi meno. Passa, e va.
Nuovi schiavi, nuovi olocausti. Nessun potente della terra è incolpevole di fronte a queste tragedie in cui esseri umani come me, uguali a me, vengono sacrificati in ogni parte del mondo.
Non sto pensando solo ai migranti annegati. Penso alle popolazioni africane affamate da sempre, ultimi della terra.
E non solo loro. Penso a tutti gli uomini, donne e bambini sfruttati, schiavizzati nelle maniere più diverse, a cui viene negato ogni diritto, perfino il più basilare: vivere, esistere, in modo degno, UMANO.
Accade da sempre, da quando esiste la terra. Non sta succedendo nulla che non accadesse già tremila o trecento anni fà.
La cosa aberrante, e inaccettabile, è che nel progredire fasullo dei tempi, questi orrori non solo non si siano fermati, ma siano diventati ancora più terribili.
Alla base di tutto, di tutto ciò che siamo, c’è unicamente la sete di profitto e di potere.
I grandi della terra, quelli che decidono le sorti del pianeta e di tutti noi, coloro che dovrebbero agire per il bene comune, per il vero progresso, cioè il progresso umano, sono in realtà le peggiori belve, le iene più fetide mai esistite.
L’umanità non si è mai evoluta veramente. Civiltà? Progresso? Quale civiltà può permettere che le persone non siano considerate tutte alla stessa stregua?
Quale progresso può mai definirsi tale, se milioni di esseri viventi non hanno di che sopravvivere, mentre noi gettiamo nella spazzatura tonnellate di cibo in esubero?
Con queste riflessioni per nulla originali, ne convengo, stamattina pensavo che nelle scuole, al posto di alcune materie abbastanza inutili e morte, bisognerebbe insegnare ai nostri ragazzi a vivere. A vivere come UOMINI.
La scuola dovrebbe formare delle menti aperte e costruttive, per il bene, non per il profitto.
Nessun ragazzo andrebbe a scuola svogliato, se quello fosse un luogo di vera crescita UMANA.
Mi sento vecchia, stamattina, e stanca.
Non c’è volontà vera di cambiare le cose, in questa società malata di pochezza.
Sono sicura che la vita ci darebbe immense possibilità di riscatto. Che ciascuno di noi potrebbe fare grandi cose, se non fossimo stati addomesticati, addormentati, ingannati, drogati e piegati da chi ha nelle sue mani sporche il destino del mondo.
Forse non esiste speranza, ed io non so che mondo stiamo consegnando ai nostri figli, cresciuti mentre seduti a tavola, con una bella bistecca nel piatto, osservano straniti in TV le immagini di poveri disperati che crepano come bestie, privati di ogni minima cosa indispensabile. E poi penso che quando ero bambina io, in TV facevano vedere i bambini africani con la pancia gonfia e le mosche sugli occhi, e sono passati cinquanta anni, e niente, niente, niente è cambiato.
Ecco perché mi sento vecchia, stamattina. E stanca.

Niky